SINGOLA ATTIVITA': GIUSTO o SBAGLIATO?

01.04.2021

CONCENTRARCI SU UNA SINGOLA ATTIVITA' CI PERMETTE DAVVERO DI MIGLIORARE IN ESSA?

Quante volte sentiamo amici, compagni di allenamento, anche alcuni trainer affermare che concentrarsi su una specifica attività porta ad un miglioramento in essa e pertanto occorre pianificare un programma di allenamento SOLO su quell'attività.. NIENTE DI PIU' ERRATO!

In tal caso dovremmo dirti: se vuoi correre allora corri e basta, se vuoi dimagrire non mangiare, se vuoi essere più forte solleva solo carichi massimali e quante "assurdità" simili ci sarebbero da elencare. Certo che se la vostra priorità ed il vostro obbiettivo è di correre una maratona, una 10 km od un ultratrail la preparazione sarà strutturata principalmente sulla corsa, ma sottolineamo PRINCIPALMENTE e "non" SOLO sulla corsa.

Per un qualsiasi praticante dall'agonista al dilettante deve essere ben chiaro, prima di immergersi in un'attività, che il 70-75% della preparazione sarà strutturata su quell'attività, ma il restante 30-25% sarà strutturato su tutte quelle attività complementari che sono ancor più importanti per ottenere risultati e non cadere nel cosi detto "limbo" (ma di questo ve ne parleremo più avanti).

Per Attività Complementari intendiamo quell'insieme di attività che ci permettono di migliorare ed assimilare abilità strettamente correlate all'attività che vogliamo svolgere. Tutte queste sono associate a capacità come: mobilità, propriocettività, elasticità, focalizzazione, esplosività, resistenza e cosi via.

Se vogliamo migliorare davvero occorre da subito individuarle prima di focalizzarsi sulo sull'attività principale. Praticarle ci consentirà non solo di avere una crescita costante e sana (poiché il nostro corpo risponderà meglio e la costante infortuni diminuirà) ma anche di avere capacità di adattamento maggiori alle situazioni che incontreremo. Un paradosso può essere quello di un motore che non può funzionare bene se pensiamo di controllare solo lo stato di testata e pistone, ma occorre controllare l'efficianza di tutto quello che lo circonda e gli permette di funzionare (radiatore, distribuzione, iniezione ad esempio) perchè senza preoccuparsi di essi con il tempo andrà via via a deteriorarsi. Per noi in tal caso il termine DETERIORARE è associato a DEFICERE (mancaza di, fallire) nei risultati sperati.

LA FESE DI LIMBO:

Dante è forse il primo che ci viene mente se pronunciamo tale termine, ma come questo grande letterato definì la fase di mezzo tra Inferno e Paradiso paradossalmente noi definiamo tale fase quella che si trova tra il Fallimento e il Risultato. Su questo concetto fa capo tutto quello che ci siamo detti fino ad ora.

Se incentro la mia preparazione esclusivamente su un'attività avrò un miglioramento istantaneo e tangibile (tutto vero) ma ben presto mi ritroverò a dover fare i conti con: infortuni, mancanze o carenze (un runner da strada che vuole correre un trail non ha una buona propriocettività del piede e dell'appoggio non essendo abituato a correre su una superficie naturale e dissestata, pertanto senza esercizio specifico e/o prove su sterrato non potrà esprimere al meglio le sue potenzialità rischiando anche di infortunarsi). Questo porterà ad una fase di stallo, sia prestazionale (ovvero fisica) che mentale facendo si che l'allenamento diventi sempre meno proficuo ed i risultati scarseggino ad arrivare (sino ad annullarsi) portanto con se tutte le fasi fallimentari dell'overtraining, stato mentale depressivo, e via dicendo.

Quindi se voglio intraprendere un'attività non basta fare quella attività ma capire cosa devo fare per farla al meglio!